Il ministero dell’Agricoltura ha deciso di spendere 100mila euro per realizzare un’opera d’arte. La statua, per cui è stata aperta una gara, è destinata alla nuova sede dell’ispettorato di Susegana

 

zaia_galanPotevamo rimanere senza? E perché nessuno ci aveva pensato prima? Domande cui solo ora potremo dare risposta. Perché finalmente il ministero dell’Agricoltura – al secolo Giancarlo Galan, quello che diceva «non farò mai il ministro delle mozzarelle» – ha deciso di spendere centomila euro (duecento milioni delle vecchie lire) per realizzare un’opera d’arte che sia «espressione e sintesi di identità del Ministero delle Politiche Agricole, con particolare riferimento alla storia, all’identità (ancora!, ndr), alle radici della comunità del Triveneto ed, al tempo stesso, del suo sviluppo».

Una statua da mettere al piano nobile del Ministero, appena fuori l’ufficio che fu di Antonio Segni, Mario Ferrari Aggradi, Giovanni Marcora, Filippo Maria Pandolfi? No. L’opera d’arte servirà «per l’abbellimento» della nuova sede staccata di Susegana dell’Ispettorato antifrodi di Conegliano. Una statua nella patria delle statue, a due passi dalla fucina di quel bravo artista internazionale che risponde al nome di Carlo Balljana da Sernaglia della Battaglia.

Insomma: mentre le fabbriche chiudono, i trevigiani perdono il lavoro, i giovani non lo trovano, i sindaci chiudono i municipi, gli anziani rinunciano alle costose visite mediche, al Ministero dell’Agricoltura pensano alle opere d’arte. Destinata ad abbellire la succursale di un ufficio periferico del ministero. Messa così, sembra più un’idea degna di Luca Zaia, predecessore di Galan e sempre molto attento ai particolari.

Per scegliere l’artista destinato a lasciare il segno davanti alla sede staccata dell’ufficio periferico lo Stato ha lanciato un concorso pubblico, aperto a tutti, attraverso il Provveditorato interregionale per le Opere Pubbliche del Magistrato alle Acque. Bandito alla fine di novembre, il concorso è aperto fino al 10 gennaio prossimo. Gli artisti – singoli o associati – dovranno presentare domanda, un dettagliato curriculum, un bozzetto tridimensionale, una veduta prospettica dell’opera, una relazione sintetica che illustri l’opera.
Il bando è rigido e chiaro. Stabilisce garanzie, penali e sanzioni. Lascia ampia scelta di dettaglio per l’utilizzo di «tecniche e materiali liberamente scelti», ma impone che l’opera abbia «caratteristiche di assoluta stabilità, durata nel tempo e non sia di pericolo e di ostacolo per l’utenza che accede all’edificio». Stabilisce inoltre, a scanso di equivoci, che «non possono partecipare al concorso i componenti la commissione giudicatrice, i loro congiunti, parenti e affini sino al terzo grado». Di questi tempi, meglio scriverlo per esteso.

L’ufficio anti-frodi si chiama Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Dipende direttamente dal Ministero per le Politiche agricole. Ha compiti di prevenzione e repressione delle infrazioni nella preparazione e nel commercio di prodotti agroalimentari. L’ufficio di Conegliano, sede in via Venezia, ha competenza per tutto il territorio del Triveneto. La nuova succursale di Susegana, in via Casoni, è costata complessivamente 5,2 milioni di euro. Si tratta di un fabbricato a ferro di cavallo sutre piani, a dire il vero non bellissimo (ma in giro si vede molto di peggio).
A guardarlo sembra davvero senza identità. Una lacuna che sarà ora colmata grazie all’intuizione del Ministero delle Politiche agricole che ha inteso lasciare un’impronta. Digitale. Potevamo rimanere senza?