PratodellavalleSE PRATO DELLA VALLE E’ LA PIAZZA PIU’ ESTESA D’EUROPA, PADOVA POTEVA AVERE UNA ZONA INDUSTRIALE DA MENO?

Qualche giorno fa Confartigianato Imprese Veneto ha presentato una ricerca sul tema dei capannoni abbandonati o non utilizzati sul suolo veneto. Onore al merito per aver acceso un faro su questo tema. Dallo studio, condotto da Smart Land, Iuav e Regione del Veneto, emergono alcuni dati, che vi riassumo.

-Il Veneto è la seconda regione d’Italia per consumo del suolo, dietro la Lombardia. 


-Nel Veneto ci sono 92 mila capannoni industriali, tra grandi e piccoli, di cui almeno 10.641 totalmente dismessi e abbandonati.

-Nel Veneto esistono 5.679 aree produttive, con una media di dieci aree produttive per Comune (il fallimento della pianificazione…)

-La provincia di Treviso è quella con il maggior numero di aree produttive: 14 per ciascun comune, per un totale di oltre milletrecento.

Aggiungo alcune mie considerazioni: il surplus di metri cubi che occupa il nostro territorio va gradualmente ridotto, introducendo nuovi strumenti attuativi e perfezionando gli esistenti. Dobbiamo restituire aria al territorio, verde alle campagne, ossigeno alle città.

Bisogna agire per sottrazione, rimuovendo i metri cubi in eccesso: guardatevi attorno e vedrete in quali spazi enormi vivono una o due persone. Oltre un certo tempo, i metri cubi in surplus vanno gestiti dai Comuni, che per ciascuna costruzione devono prevedere il saldo zero. Tu vuoi fare un nuovo metro cubo? Devi dimostrare di toglierlo da un’altra parte.

Il discorso deve valere soprattutto per i nuovi centri commerciali la cui pressione sembra non fermarsi: l’Iper di turno deve acquistare i metri cubi di questi capannoni dismessi, abbatterli, e solo dopo può realizzare il centro commerciale (ma ne abbiamo davvero bisogno?).

Vi allego alcune delle slides più significative (courtesy Nicola Brillo) della ricerca Confartigianato. E una foto di Padova: in primo piano, la zona industriale

Conf3Conf4Conf17 Conf33Conf35Conf40Conf40