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L'artigiano timido

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Porto Marghera tra declino e ripresa «Adesso serve una regia politica forte»

La complessità di Porto Marghera è legata non solo al suo destino post industriale, ma anche a due elementi che la rendono «la più complessa» tra le aree di crisi industriale complessa italiane. L’affaccio sulla laguna e la contiguità con l’area metropolitana di Mestre. Attorno a questo nodo Ordine degli architetti, Fondazione degli Architetti, Museo M9 e Fondazione di Venezia hanno aperto una due giorni di studio dal tema «Esempi europei per Porto Marghera». A mettere in fila gli argomenti l’urbanista Andrea Rumor, che ha aperto i lavori dopo i saluti istituzionali. «L’ultima pianificazione sull’area di Porto Marghera è di quasi trent’anni fa, con l’inserimento del Parco scientifico Vega. Ora si interviene per tasselli, senza quella logica pianificatoria che è parte della storia di Porto Marghera». Nata nel 1917 dopo una lunga discussione su quale fosse la giusta collocazione per lo sviluppo industriale di Venezia (da fine Ottocento si erano…

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Schei de mona

Questa settimana due fatti hanno sconvolto le cronache dal Veneto. Lunedì mattina una operazione della Procura Distrettuale della Repubblica a Venezia ha arrestato sei persone per reati contro la pubblica amministrazione. Si tratta di due ex sindaci, di un capo ufficio tecnico, un architetto, un importante costruttore e un manager della sanità privata. Sono accusati a vario titolo di aver preteso compensi per operazioni urbanistiche di cambio d’uso e di aver tentato di pilotare una gara d’appalto per assegnare la costruzione di una casa di riposo direttamente al costruttore. Siamo a Santa Maria di Sala, paesotto industriale a cavallo tra le province di Venezia e Padova. Queste naturalmente sono le accuse, tutte da dimostrare in sede di processo. Ma lo squarcio aperto dalle intercettazioni (sì, proprio quelle che il governo ora vuole restringere), lascia letteralmente “basiti”, per usare l’espressione pronunciata dal sindaco di Venezia in un laconico comunicato emesso a…

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La televisione, la politica, il Veneto

La Procura di Vicenza ha emesso un provvedimento cautelare che prevede, per un anno, il divieto di esercitare attività di impresa a Giovanni Jannacopulos, editore delle due principali emittenti televisive del Veneto, Antenna Tre Nordest e Rete Veneta. La decisione fa seguito alla denuncia presentata alcuni mesi fa dal direttore generale dell’Azienda sanitaria Pedemontana di Bassano del Grappa, Carlo Bramezza, il quale ha segnalato alla magistratura le pressioni e le minacce subite nell’esercizio delle sue funzioni da parte dell’editore televisivo. Avrebbe usato le sue televisioni per attaccare ripetutamente il manager, usando anche vicende personali, facendolo oggetto di una violentissima campagna di stampa. Le intercettazioni pubblicate dai giornali, oggi, mostrano con evidenza i tentativi di pressione dell’editore sulla politica locale, il “No” esclamativo di Luca Zaia alla richiesta di rimuovere il manager della sanità. La vicenda suggerisce alcune riflessioni, che attengono a diversi aspetti: su tutti il rapporto tra politica e…

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Lo spazio

Esiste uno spazio, tra il Partito Democratico e la destra, che va colmato. E credo sia bene che da quelle parti si diano velocemente da fare, accantonando vecchie ruggini e ambizioni personali. Uno spazio nuovo, non ispirato al passato, che la destra ha deciso di non occupare, trascinata dall’anti europeismo e dalle sirene del populismo. Perché questo è oggi la destra in Italia. Aver mandato a casa Mario Draghi – soprattutto in questo modo, pavido e vigliacco – è stato un grave errore: per l’Italia, soprattutto. Ma chi lo ha mandato a casa sono quattro partiti: M5S, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Un po’ patetici i distinguo del giorno dopo. Questo è. Lo spartiacque per questo nuovo spazio sia l’Europa unita ed atlantica, il rifiuto di ogni nazionalismo, la difesa dei ceti più deboli, la riduzione della burocrazia, una semplificazione del fisco, la cittadinanza per gli stranieri che vivono…

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Il medico dei bambini

Apprendo con dolore della scomparsa del professor Luigi Zanesco, 87 anni, tra i luminari della onco ematologia pediatrica in Italia. Asolano di nascita e di famiglia, era una persona di grande valore: sono orgoglioso di aver contribuito nel 2003 all’attribuzione della cittadinanza onoraria di Asolo, privilegio prima di allora concesso solo ad Antonio Canova e Freya Stark. Ricordo di quella sera la sua gentilezza e la sua cortesia, unite all’emozione di ricevere un riconoscimento dalla sua Città. E anche nelle collaborazioni successive per la Città della speranza mi colpivano la disponibilità, l’eleganza e la cordialità. Trovava sempre il tempo. Per migliaia di famiglie italiane, il suo nome è legato alla cura delle leucemie infantili: grazie a lui e alla struttura da lui creata migliaia di bambini sono stati curati e restituiti alla vita. Dal discorso ufficiale dell’epoca riporto brevi tratti del suo profilo accademico. Nato ad Asolo nel 1935, si laurea…

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A destino

Dove stavano andando, quella mattina, Carla, Salvatore, Umberto, Pietro, Lidia, Vittorio, Eleonora? Perché si trovavano alla stazione? Dov’erano diretti? Il 2 agosto 1980 una bomba esplose nella sala d’aspetto della stazione di Bologna, causando 85 vittime e numerosi feriti: il più grave attentato terroristico dal dopoguerra. Per questa strage sono stati condannati, in via definitiva, i neo fascisti Francesca Mambro, Valerio Fioravanti, Luigi Ciavardini, Paolo Bellini e Gilberto Cavallini. Quest’ultimo partì da Treviso a bordo dell’auto dell’ignara compagna, a conferma della centralità veneta di quella strategia inaugurata in piazza Fontana nel 1969. Perché dunque quelle persone che hanno perso la vita si trovavano alla stazione? Dov’erano diretti? Qual era la loro destinazione? Ora un progetto teatrale, molto bello, prova a completare quel viaggio sospeso. Si chiama A destino, come i ferrovieri chiamano il treno che arriva dov’è diretto, ed è promosso dal Teatro dell’Argine, che ha chiamato la cittadinanza a…

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Il Canova disperso

Ho negli occhi ancora il presidente francese Francois Mitterrand, in visita alla Gipsoteca di Possagno, in un lontanissimo pomeriggio d’estate. Forse solo allora ho cominciato a capire quanto grande fosse questo scultore nato in Veneto, cresciuto a Roma e venerato in tutta Europa e oltre Oceano. Ne ricorrono quest’anno i duecento anni dalla morte e naturalmente se ne celebra il Mito. Giusto, giustissimo. In questi giorno aprono mostre canoviane a Treviso, a Possagno, a Firenze, a Bassano. Da modesto fruitore e ancora più modesto promotore mi interrogo sull’opportunità e sull’immagine cui esponiamo il nostro Paese offrendo il Nostro “scalpellino” a una dispersione di iniziative – tutte meritevoli, per carità – che non fanno onore né a Canova né al sistema paese, che molto si gioca in questo campo. Personalmente avrei preferito una mostra più grande, con una curatela autorevole e internazionale, che raccogliesse quante più opere del Canova, magari in…

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Cancaro Attilio
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Cancaro Attilio

Nel mondo della cultura conosceva tutti, ma proprio tutti. E tutti conoscevano lui, che associavano spesso a quella piccola città che, se è diventata quel che è, lo deve senza dubbio anche a persone come lui. Attilio Zamperoni se ne è andato nel modo che meno avrebbe preferito, lontano da Asolo, paese che non aveva mai voluto lasciare nonostante le offerte professionali, specie nei tempi d’oro, non fossero mancate. Ma tutto sommato senza soffrire troppo, la cosa che un bonviveur come lui non avrebbe sopportato. Amico di musicisti e politici, critici e giornalisti, uomo dai grandi amori e dagli altrettanto grandi disamori, incapace di odio, gli era riconosciuta una simpatia che agli avversari faceva passar sopra ai suoi numerosi difetti. Tra i quali la sua disinteressata generosità, che qualche inciampo del resto gli aveva procurato in vita. Nato da una famiglia semplice, non riuscì a studiare come avrebbe voluto ma…

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