L'artigiano timido

Non eravamo proprio due estranei, anzi le nostre strade si sono molte volte incrociate, in periodi e ruoli diversi,...

Guido Lorenzon, il testimone

ARCADE (TREVISO) «Io ci sono, ora come allora. Ho visto cose, non ho taciuto. Certo che lo rifarei, non...

Quello che ho capito del caso Ascopiave, ad agosto 2018

Più che la distribuzione del gas, da due anni a questa parte la società distilla veleni: giudiziari e politici....

Rispetto

Un importante direttore poche settimane davanti a una platea di professionisti ha invocato proprio questo sostantivo quale linea guida...

Il sorriso che può cambiare il mondo

Dall’incontro di una grande donna del volontariato sociale un’iniziativa di amicizia e integrazione
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Il Canova disperso

Ho negli occhi ancora il presidente francese Francois Mitterrand, in visita alla Gipsoteca di Possagno, in un lontanissimo pomeriggio d’estate. Forse solo allora ho cominciato a capire quanto grande fosse questo scultore nato in Veneto, cresciuto a Roma e venerato in tutta Europa e oltre Oceano. Ne ricorrono quest’anno i duecento anni dalla morte e naturalmente se ne celebra il Mito. Giusto, giustissimo. In questi giorno aprono mostre canoviane a Treviso, a Possagno, a Firenze, a Bassano. Da modesto fruitore e ancora più modesto promotore mi interrogo sull’opportunità e sull’immagine cui esponiamo il nostro Paese offrendo il Nostro “scalpellino” a una dispersione di iniziative – tutte meritevoli, per carità – che non fanno onore né a Canova né al sistema paese, che molto si gioca in questo campo. Personalmente avrei preferito una mostra più grande, con una curatela autorevole e internazionale, che raccogliesse quante più opere del Canova, magari in…

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Cancaro Attilio
Cancaro Attilio
Cancaro Attilio
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Cancaro Attilio

Nel mondo della cultura conosceva tutti, ma proprio tutti. E tutti conoscevano lui, che associavano spesso a quella piccola città che, se è diventata quel che è, lo deve senza dubbio anche a persone come lui. Attilio Zamperoni se ne è andato nel modo che meno avrebbe preferito, lontano da Asolo, paese che non aveva mai voluto lasciare nonostante le offerte professionali, specie nei tempi d’oro, non fossero mancate. Ma tutto sommato senza soffrire troppo, la cosa che un bonviveur come lui non avrebbe sopportato. Amico di musicisti e politici, critici e giornalisti, uomo dai grandi amori e dagli altrettanto grandi disamori, incapace di odio, gli era riconosciuta una simpatia che agli avversari faceva passar sopra ai suoi numerosi difetti. Tra i quali la sua disinteressata generosità, che qualche inciampo del resto gli aveva procurato in vita. Nato da una famiglia semplice, non riuscì a studiare come avrebbe voluto ma…

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PeroccoSip
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Erminio Perocco, il doge degli spot

«In questi anni abbiamo molto abusato dei lieto fine: direi che adesso servono dei finali aperti, perchè c’è bisogno di riflettere, di imparare la lezione di quanto ci sta accadendo». Erminio Perocco è tornato a vivere a Venezia – anzi, al Lido – ed anche questo è un segno di speranza per una città che dalla pandemia dovrebbe cercare di uscire «diversa da prima»: «La monocoltura turistica si percepisce, inutile nasconderlo: ma Venezia può e deve essere attrattiva, come è sempre stata nei secoli, coltivando respiro internazionale e giovani talenti». Sessant’anni, quaranta dei quali trascorsi nel mondo della pubblicità, autore di alcuni tra gli spot più conosciuti della storia della televisione, da qualche tempo preferisce dedicarsi al ruolo di autore e regista di documentari d’arte: su Tintoretto, sullo scrittore americano Joe Lansdale (selezionato al Sundance festival), sulla via Appia, sulla Calabria medioevale, sull’imperatore Augusto. Tra la pubblicità e il documentario,…

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A4.2
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Se l’Europa si ferma a Cessalto

Può l’Europa delle merci e delle persone, alla vigilia della ripresa post pandemia, nel cuore di una delle regioni più industrializzate del mondo, fermarsi a Cessalto? È esattamente ciò che sta accadendo nell’imbuto dell’autostrada A4, nel tratto veneto tra San Donà di Piave e Portogruaro, dove manca la Terza corsia, e dove quasi ogni giorno si registrano incidenti, vittime, ritardi e disagi alla circolazione. Un canale di Suez su gomma dove basta la distrazione di un automobilista o di un camionista per fermare l’economia europea per mezza giornata. L’ennesima conferma ieri mattina: un tamponamento con tre autoarticolati, un autista bosniaco gravissimo in ospedale, quattro ore di stop dell’autostrada e altrettante d’inferno nella viabilità ordinaria dove resiste la mussoliniana Triestina. Perchè strade nuove, da allora, non ne sono state più fatte. E l’autostrada stessa, in quel tratto, risale al 1970: mezzo secolo fa. Soluzioni? Completare la terza corsia nell’ultimo tratto rimasto, 27 chilometri tra il casello di Noventa di…

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GuidoLorenzon
BLOG, STORIE

L’antitesi vivente del “Mi no vao a combàtar…”

Da piazza Fontana (1969) alla stazione di Bologna (1980), Treviso è stata per undici anni la «capitale nera» delle stragi d’Italia: dove i terroristi di estrema destra si sono preparati, da dove sono partiti, dove si sono nascosti, dove sono stati protetti. Quali nuovi tasselli di verità potranno aggiungere i documenti su Gladio e P2 finora coperti da segreto che nei prossimi mesi, per decisione del governo, saranno «versati» all’Archivio centrale dello Stato? Contribuiranno a unire finalmente le stragi di piazza Fontana, Peteano, Questura di Milano, piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus, stazione di Bologna e Rapido 904 nell’unica, sconvolgente strategia che gli atti giudiziari hanno dimostrato in mezzo secolo di processi e sentenze? Stragi pensate a Roma e confezionate dai neofascisti veneti, ampiamenti protetti da pezzi delle Istituzioni, per scatenare la reazione dello Stato e dell’opinione pubblica contro la crescente popolarità dei partiti di sinistra. Un passato che…

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LucaMolinari1
BLOG, media

M9 a Mestre: gusto, sport e musica, «Vogliamo diventare la Triennale veneta»

L’espressione chiave è «connessione in corso». Alla vigilia dell’agognata uscita dal tunnel della pandemia, che ha costretto tutti ad anticipare i conti con il futuro, il museo del Novecento M9 prova a scrivere il proprio. Diventare laboratorio di futuro, capace – da un lato – di accostarsi a Venezia occupandosi di contemporaneità e – dall’altro – aprendosi verso quel Veneto in perenne ricerca di una sua narrazione moderna. Uno scalo culturale, che nutre e alimenta l’ambizione di essere «hub» del policentrismo veneto. Proprio dal rapporto con la città parte il colloquio con Luca Molinari, da un anno direttore scientifico di M9. Attraversando il quadrante M9, un ettaro di superficie, si ha la sensazione di camminare in una grande città europea. Ma la contaminazione con il resto della città appare ancora molto modesta. «M9 è un grande progetto urbano di rigenerazione: è monumentale e domestico al tempo stesso. Se non ci…

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Cc3
STORIE

I marescialli di Venezia

Ogni mattina, in Fondamenta San Biagio, gli anziani cercano con le gambe le panchine soleggiate e con gli occhi il sorriso dietro la mascherina dei militari che percorrono il consueto giro di pattuglia. I carabinieri della stazione della Giudecca si fermano, portano alla fronte la mano destra e rispondono alle domande dei veneziani, liberati dal turismo di massa ma imprigionati nella gabbia del lockdown. «Sta per finire, vero?» chiedono con gli occhi sgranati. «In questo momento c’è molto bisogno di speranza – spiega il comandante della stazione, il luogotenente Giovanni Buttà – e noi cerchiamo di esserci, in un esercizio di ascolto e prossimità che in fondo ci fa sentire utili». Alla Giudecca il comandante parla con tutti, conosce ogni palmo dell’isola, famosa per la cantieristica artigianale, i grandi alberghi e i suoi palazzoni popolari: «Anche perché – aggiunge – spesso le persone ci fermano per segnalare i masegni spezzati,…

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