La televisione, la politica, il Veneto

La Procura di Vicenza ha emesso un provvedimento cautelare che prevede, per un anno, il divieto di esercitare attività...

Lo spazio

Esiste uno spazio, tra il Partito Democratico e la destra, che va colmato. E credo sia bene che da...

Il medico dei bambini

Apprendo con dolore della scomparsa del professor Luigi Zanesco, 87 anni, tra i luminari della onco ematologia pediatrica in...

L'artigiano timido

Non eravamo proprio due estranei, anzi le nostre strade si sono molte volte incrociate, in periodi e ruoli diversi,...

Guido Lorenzon, il testimone

ARCADE (TREVISO) «Io ci sono, ora come allora. Ho visto cose, non ho taciuto. Certo che lo rifarei, non...
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Porto Marghera tra declino e ripresa «Adesso serve una regia politica forte»

La complessità di Porto Marghera è legata non solo al suo destino post industriale, ma anche a due elementi che la rendono «la più complessa» tra le aree di crisi industriale complessa italiane. L’affaccio sulla laguna e la contiguità con l’area metropolitana di Mestre. Attorno a questo nodo Ordine degli architetti, Fondazione degli Architetti, Museo M9 e Fondazione di Venezia hanno aperto una due giorni di studio dal tema «Esempi europei per Porto Marghera». A mettere in fila gli argomenti l’urbanista Andrea Rumor, che ha aperto i lavori dopo i saluti istituzionali. «L’ultima pianificazione sull’area di Porto Marghera è di quasi trent’anni fa, con l’inserimento del Parco scientifico Vega. Ora si interviene per tasselli, senza quella logica pianificatoria che è parte della storia di Porto Marghera». Nata nel 1917 dopo una lunga discussione su quale fosse la giusta collocazione per lo sviluppo industriale di Venezia (da fine Ottocento si erano…

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A4.2
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Se l’Europa si ferma a Cessalto

Può l’Europa delle merci e delle persone, alla vigilia della ripresa post pandemia, nel cuore di una delle regioni più industrializzate del mondo, fermarsi a Cessalto? È esattamente ciò che sta accadendo nell’imbuto dell’autostrada A4, nel tratto veneto tra San Donà di Piave e Portogruaro, dove manca la Terza corsia, e dove quasi ogni giorno si registrano incidenti, vittime, ritardi e disagi alla circolazione. Un canale di Suez su gomma dove basta la distrazione di un automobilista o di un camionista per fermare l’economia europea per mezza giornata. L’ennesima conferma ieri mattina: un tamponamento con tre autoarticolati, un autista bosniaco gravissimo in ospedale, quattro ore di stop dell’autostrada e altrettante d’inferno nella viabilità ordinaria dove resiste la mussoliniana Triestina. Perchè strade nuove, da allora, non ne sono state più fatte. E l’autostrada stessa, in quel tratto, risale al 1970: mezzo secolo fa. Soluzioni? Completare la terza corsia nell’ultimo tratto rimasto, 27 chilometri tra il casello di Noventa di…

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GuidoLorenzon
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L’antitesi vivente del “Mi no vao a combàtar…”

Da piazza Fontana (1969) alla stazione di Bologna (1980), Treviso è stata per undici anni la «capitale nera» delle stragi d’Italia: dove i terroristi di estrema destra si sono preparati, da dove sono partiti, dove si sono nascosti, dove sono stati protetti. Quali nuovi tasselli di verità potranno aggiungere i documenti su Gladio e P2 finora coperti da segreto che nei prossimi mesi, per decisione del governo, saranno «versati» all’Archivio centrale dello Stato? Contribuiranno a unire finalmente le stragi di piazza Fontana, Peteano, Questura di Milano, piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus, stazione di Bologna e Rapido 904 nell’unica, sconvolgente strategia che gli atti giudiziari hanno dimostrato in mezzo secolo di processi e sentenze? Stragi pensate a Roma e confezionate dai neofascisti veneti, ampiamenti protetti da pezzi delle Istituzioni, per scatenare la reazione dello Stato e dell’opinione pubblica contro la crescente popolarità dei partiti di sinistra. Un passato che…

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LucaMolinari1
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M9 a Mestre: gusto, sport e musica, «Vogliamo diventare la Triennale veneta»

L’espressione chiave è «connessione in corso». Alla vigilia dell’agognata uscita dal tunnel della pandemia, che ha costretto tutti ad anticipare i conti con il futuro, il museo del Novecento M9 prova a scrivere il proprio. Diventare laboratorio di futuro, capace – da un lato – di accostarsi a Venezia occupandosi di contemporaneità e – dall’altro – aprendosi verso quel Veneto in perenne ricerca di una sua narrazione moderna. Uno scalo culturale, che nutre e alimenta l’ambizione di essere «hub» del policentrismo veneto. Proprio dal rapporto con la città parte il colloquio con Luca Molinari, da un anno direttore scientifico di M9. Attraversando il quadrante M9, un ettaro di superficie, si ha la sensazione di camminare in una grande città europea. Ma la contaminazione con il resto della città appare ancora molto modesta. «M9 è un grande progetto urbano di rigenerazione: è monumentale e domestico al tempo stesso. Se non ci…

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Progetto senza titolo (9)
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L’intervista corrosiva a Pino Musolino su Venezia

Il giorno dopo l’approvazione del bilancio del Porto di Venezia, Pino Musolino si fa trovare senza difficoltà. L’ex presidente dell’Autorità portuale ha qualche sassolino nelle scarpe e approfitta del weekend per toglierselo. «Il bilancio approvato è il migliore di sempre», attacca Musolino, ora a capo dell’Autorità portuale di Civitavecchia, «ne sono felice, poiché è il bilancio che ho contribuito a realizzare fino al 16 dicembre scorso ed è in perfetta continuità con quello del 2019, la cui approvazione era stata a lungo ostacolata». Conti contro i quali si erano scagliati la rappresentante della Regione del Veneto e il rappresentante della Città metropolitana, con una serie di assenze e rilievi che avevano fatto mancare più volte il numero legale e mandato in stallo l’attività del Porto. «Ora il bilancio approvato», spiega Musolino, «è praticamente identico, come lo era quello del 2019 a lungo osteggiato, al punto da forzare la legge e…

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I marescialli di Venezia

Ogni mattina, in Fondamenta San Biagio, gli anziani cercano con le gambe le panchine soleggiate e con gli occhi il sorriso dietro la mascherina dei militari che percorrono il consueto giro di pattuglia. I carabinieri della stazione della Giudecca si fermano, portano alla fronte la mano destra e rispondono alle domande dei veneziani, liberati dal turismo di massa ma imprigionati nella gabbia del lockdown. «Sta per finire, vero?» chiedono con gli occhi sgranati. «In questo momento c’è molto bisogno di speranza – spiega il comandante della stazione, il luogotenente Giovanni Buttà – e noi cerchiamo di esserci, in un esercizio di ascolto e prossimità che in fondo ci fa sentire utili». Alla Giudecca il comandante parla con tutti, conosce ogni palmo dell’isola, famosa per la cantieristica artigianale, i grandi alberghi e i suoi palazzoni popolari: «Anche perché – aggiunge – spesso le persone ci fermano per segnalare i masegni spezzati,…

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Alzheimer1
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Devo andare al mare con le amiche: una foto che parla a noi

La vestaglia celeste da ospedale, le pantofole da casa, la borsa frigo nella mano. La nonnina di Venezia è partita così, giovedì scorso, per la spiaggia del Lido veneziano: «Devo andare al mare con le amiche, le sto aspettando qui» ha spiegato accennando un sorriso divertito. Qualcuno è passato dritto, qualcun altro si è fermato a chiedere, un’altra ancora infine ha chiamato il 113. E una pattuglia della Polizia di Stato si è accostata, discreta. L’agente Marta è scesa, ha salutato, ha compreso. E ha prestato il braccio all’anziana, prendendo gentilmente la borsa frigo. Le due donne si sono così incamminate lentamente lungo il marciapiede, come una figlia che accompagna la madre verso casa, mentre il collega di pattuglia recuperava l’indirizzo della nonnina. Così le immortala, di spalle, l’immagine che restituisce oggi un po’ di umanità a tutti, in questo tempo sospeso di distanziamento sociale, di relazioni in pausa, di…

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